Manifesto del Trading Sportivo

Ormai è da un po’ di tempo che ho in mente di scrivere questo articolo. Sono stato (e sono tuttora) titubante perché da sempre mi piace farmi i fatti miei e non è il mio “stile” andare a pucciare il naso a casa degli altri. Però continuo a pensarci e quindi ho deciso di farla finita, una volta per tutte, e togliermi qualche sassolino dalla scarpa. Così oggi si parla di Trading Sportivo e di tutta la fuffa che gira intorno a questo affascinante ma iper-incompreso mondo.

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Trading Sportivo e i Guru

Per iniziare vorrei affrontare il problema di tutti quei fantomatici guru, ma che in realtà sono solo dei pagliacci, che vendono i loro prodotti facendo leva sull’ignoranza (non è un offesa, ne un insulto) delle persone. Ne avevo già parlato qui in modo un po’ diverso. Ma il concetto è che questi qui sono truffatori. Punto. Ed è gran parte del motivo per cui questo mondo (così come il betting) è tanto bistrattato e visto in malo modo.

Basta farsi un giro su Instagram (ma probabilmente anche qualsiasi altro social) per rendersi conto dell’assurdità di certi personaggi. Gente che promette i soliti guadagni facili. Macchinoni e lavori a bordo piscina in un qualche paradiso terreste. Ma siamo seri!?

Ma non è tutto. Anche il semplice: “fai quello che faccio io se vuoi guadagnare x€ (inserite una cifra a caso), ti bastano pochi minuti al giorno!” è una pagliacciata unica. Voglio dire, se fosse davvero così semplice perché non lo fanno tutti, no!? Basterebbe spendere 50-100€ al mese per seguire le tips del guru di turno e sfanculare il capo, tanto lo stipendio sarebbe inutile!

Purtroppo capisco anche perché queste persone riescono ad avere un seguito. In un mondo così ostile (come il trading sportivo o il betting) e privo di formazione affidabile è facile sentirsi sperduti e farsi accalappiare da qualche malandrino che ha a cuore solamente il proprio portafoglio. E anche se tutti noi si vuole guadagnare, c’è comunque modo e modo per farlo. Non so a voi, ma per me questo (i metodi di certi guru da social) non è affatto un modo etico per portare a casa la pagnotta. Ed è pure una delle ragioni per cui io non vendo nulla (e non ho mai fatto corsi). Perché, almeno finché non avrò dimostrato a me stesso un certo grado di preparazione, non trovo leale impormi come mentore verso altre persone dietro un compenso monetario.

Le Tips Piacciono a Tutti

Dai colpevoli spostiamoci all’arma del delitto: le TIPS!

In questo articolo, invecchiato non benissimo per la verità, parlavo del mio punto di vista sul perché questo tipo di servizi avesse tanto seguito. Vi risparmio l’intera disamina (che vi consiglio comunque di andare a riguardare velocemente) ma vorrei auto-citarmi e riproporvi la frase di chiusura di quel post:

Il mio consiglio (probabilmente non richiesto) è che se volete sfruttare uno o più di questi servizi conviene farlo solo con una piccola parte del bankroll e impiegare il resto del vostro capitale per imparare seriamente a fare trading. Se è quello a cui ambite, ovvio. Perché altrimenti, se il vostro obbiettivo è solo quello di fare scommesse o copiare le operazioni di tipster rinomati per cercare di mettervi in tasca qualche euro extra, allora non c’è nulla di male. Solo, non dite in giro di fare trading, qualcuno potrebbe offendersi.

Ecco, ritengo questo pensiero ancora estremamente attuale. Cioè, se ambite a diventare trader sportivi allora seguire un tipster non serve a una benemerita mazza. Non vi insegna nulla. Non vi dimostra nulla. Forse a malapena riuscirete a non perdere troppi soldi e nel frattempo avrete buttato tanto tempo che avreste potuto impiegare meglio.

Ripeto. Se siete in questo “gioco” solo per la botta d’adrenalina che vi da l’avere una bolla vincente al 95′ allora il trading non fa per voi. Certo, per fare il trader ci vuole un minimo di sprezzo per il denaro, in termini assoluti. Ma alla fine del mese dovrete fare i conti con il vostro lavoro e con quello che vi resta per poter mangiare.

Tips e Filosofia

Spostando poi il discorso su di un livello un po’ più filosofico (i fan di Taleb riconosceranno in parte questo ragionamento) il Tipster, in se, non rischia nulla. Certo, se fa male potrebbe (ma non è detto) fare una figura barbina. Ma dato che il più delle volte questi personaggi si nascondo dietro avatar digitali o comunque rimangono ben distanti dall’azione non rischiano mai nulla, veramente, in prima persona. Anzi, per loro è scontato un ampio turnover di iscritti ai loro servizi. Difficile che qualcuno rimanga abbonato per diversi mesi nonostante le perdita a cui sarà andato incontro. Perché queste, prima o poi, arriveranno. Dunque è difficile che quando un tipster fallisce clamorosamente venga poi sputtanato in pubblico come potrebbe accadere se, per dire, un ristoratore vi servisse una pizza precotta della Buitoni spacciandola per vera pizza napoletana cotta nel forno a legna.

Quindi l’asimmetria: se le cose vanno bene sono un mito mentre se vanno male non rischio nulla, e a prenderla in quel posto sono solo i miei iscritti, capite che non è sostenibile.
Per lo storico Carlo Cipolla (in Le Leggi della Stupidità Umana) costoro vengono definiti Banditi. Ovvero chi provoca un danno al prossimo traendone un vantaggio per se stesso.

Definiamo i Banditi (del Trading Sportivo)

Dato che ho citato Carlo Cipolla e il suo saggio potrei ora categorizzare la controparte dei tipster come quelli che lo storico definisce Sprovveduti. Ovvero chi danneggia se stesso favorendo, allo stesso tempo, qualcun altro. Attenzione che non si parla di autolesionisti ma semplicemente di persone non abbastanza istruite su un argomento da cadere facili prede dei Banditi (ndr. Tipster, guru ecc.).
Quello che ho appena scritto non è una mia strana forma di superiorità, tutt’altro. Semplicemente tutti siamo stati sprovveduti per qualcosa in un qualche momento della nostra vita. Il problema infatti non è dello sprovveduto in se, ma di chi se ne approfitta. Questa persona sta sbagliando e sta compiendo un azione bieca.
Da qui dunque chi cerca di vendervi servizi che promettono il “troppo bello per essere vero” spesso non lo fa in buona fede. Anzi, mi espongo e dico che non può mai essere in buona fede.

Attenzione però che non tutti i tipster sono furfanti. E non tutti quelli che hanno qualche servizio da vendere lo fanno cercando di inchiappettare il prossimo. Ma anzi, ci sono tante persone oneste che offrono del valore in cambio di un compenso economico. Purtroppo però, prendendo “nel mucchio”, le prospettive non sono troppo buone ed è piuttosto facile imbattersi in qualche ridicolo essere che cerca di fare il fenomeno promettendo l’impossibile.
Qui nella fattispecie si parla di tutti quei fuffa guru / tipster / mentori / insegnanti e fanta-professoroni che vendono sogni … e non solide realtà (semicit.).

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Lo ripeto per l’ultima volta: quando qualcosa vi sembra troppo bella per essere vera molto probabilmente lo è.

Sui Segnali di Trading

Ora vi spiego come può guadagnare un losco individuo che vi vende segnali.
Immaginiamo ora che il nostro ha un buon seguito di “discepoli” e da il segnale di puntare il segno 1 pre-match perché questa quota scenderà. Bene, questa scenderà, con ogni probabilità, perché l’ampio seguito del guro punterà in massa il segno 1 e la quota, nel breve termine, crollerà. A questo punto il nostro abile e furbetto guru, che in precedenza aveva una posizione aperta in punta su quell’esito, potrà uscire bancando con un guadagno assicurato.

Capisco che possa sembrare un metodo fin troppo banale. Ma funziona, basta avere qualche centinaio di persone che seguono il nostro segnale. Peccato però che questo è un conflitto di interessi bello e buono. Suggerisco qualcosa per trarne vantaggio scaricando i rischi sugli altri.

Da quando faccio scalping mi sono realmente reso conto di quanto effimera può essere un occasione. A volte un ritardo di una frazione di secondo può fare la differenza tra un ottima operazione e una chiusa in break even o anche in perdita. A maggior ragione sull exchange punto it dove spesso la liquidità è precaria e limitata. Essere veloci e tempestivi fa tutta la differenza del mondo. Allo stesso modo se io, mentre opero in scalping, consigliassi a qualcun altro le mie stesse operazioni difficilmente a fine sessione questo otterrebbe i miei stessi risultati. Così come un fanta-guru che suggerisce questa o quell’operazione (perchè è di “valore”) al momento che andate a inserirla a mercato voi questo “valore” se n’è già andato a donne di facili costumi.

Il Valore nel Trading … e nel Betting

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Questo testo parla di betting ma trovo che mi sia stato fondamentale per capire cosa sia veramente questo “valore” di cui tutti si riempiono la bocca.

Chi ha fatto almeno una manciata di sure bet nella sua vita saprà quanto veloci bisogna essere per trovare una o più quote sballate. Nessuno penso metterebbe mai in discussione il fatto che per fare sure betting la velocità non è importante. Perché? Semplicemente è un fatto assodato. Funziona. Se si vuole guadagnare con le sure bisogna essere rapidi. Punto. Altrimenti i soldi non entrano.

Purtroppo però nel mondo del trading è del betting dove, ahimè, c’è la tendenza a “vendere sogni” sembra che nessuno riesca a capire questo piccolissimo fattore. Infatti per fare sure betting bisogna trovare valore nelle quote, cioè trovare quote sballate che non rappresentano la reale probabilità che un evento ha di verificarsi. Il valore che tutti cerchiamo quando facciamo trading e/o betting è la stessa medesima cosa. Niente di fantastico o astratto. Non è scienza dei missili.

Per carità, dunque, imprimetevi bene in testa questa cosa:

Il valore nel trading e nel betting è semplicemente puntare a una quota maggiore rispetto alla reale probabilità implicita che un evento ha di verificarsi.

La Morale della Favola

La frase qui sopra mi sembra un degno finale al discorso appena fatto. Il problema di questo mondo è la mancanza di trasparenza. Tutti possono dire tutto ed è difficile essere smentiti. Questo fattore secondo me rovina il percorso di quelle persone volenterose che vorrebbero apprendere un mestiere. O almeno provarci. Perché di questo stiamo parlando. Non è un passatempo o un modo per scaricarsi la sera dopo una dura giornata in fabbrica. Richiede studio, fatica, smadonnamenti (termine altamente scientifico), inventiva e un briciolo di culo.
Non ci si può improvvisare trader. Così com’è impossibile diventare profittevoli nel giro di poche settimane di masterclass di qualche fenomeno su internet. Nessuno si sognerebbe mai di diventare un falegname esperto (ma potremmo benissimo sostituirlo con qualsiasi altra professione) in un paio di week-end passati a leggere una manciata di post su internet. Sarebbe semplicemente una follia.

Conclusione

Chiedo scusa se l’articolo è risultato pretenzioso od oltremodo deprimente per chi avesse intenzione di intraprendere questo cammino. Tuttavia io non sono stato abituato ad addolcire la pillola. Le cose vanno dette così come sono, anche se nessuno vorrebbe sentirsele dire.
Affermare che tutti ce la possono fare, che tutti possiamo diventare trader con i contro attributi e guadagnare mille mile soldi all’anno non sarebbe corretto nei confronti di nessuno. Ci sarà chi riuscirà e chi invece fallirà dolorosamente. Così come non tutti siamo portati per le stesse attività allo stesso modo non tutti quelli che lo desiderano potranno diventare trader professionisti.
Spiace dirlo, ma è così.

Detto ciò, spero veramente che il post odierno possa darvi un ulteriore motivazione a proseguire ed impegnarvi sempre più. Perché se è vero che non tutti potremo diventare trader professionisti l’unico modo per scoprirlo è provarci con tenacia e dedizione.

Per chi volesse commentare, chiedere o insultare io sono sempre a disposizione.

In bocca al lupo e Buon Trading!